Vasco Rossi, dopo aver “abdicato” da rockstar, si è autoproclamato primo “social rocker”, smanettando su Facebook per tutto il forzato riposo legato alla malattia e poi alla convalescenza, con l’effetto di mandare in corto circuito giornali e siti con le sue esternazioni on line. Jovanotti, in una recente intervista, ha dichiarato che «un mondo senza internet per me è impensabile. Ogni tanto mi fermo a dire: porco cane!, c’è Internet. È una cosa che faccio giornalmente, come una preghiera. Una volta si cantava: fratello sole e sorella luna. Oggi io dico: fratello Internet e sorella connessione. È esagerato, lo so, ma è anche vero. Perché senza rete staremmo tutti peggio». E, in ogni pausa dell’Ora Tour, invia “tweet” con le sue impressioni e i suoi commenti.
Su Twitter, il social network che in questi ultimi tempi sta mettendo in ombra Facebook, Fiorello ha pianificato il successo del suo show #ilpiùgrandespettacolodopoilweekend (il cancelletto # è un segno identificativo di Twitter) e continua a scorrazzare ogni mattina con la combriccola dell’edicola nella sua originale rassegna stampa, aprendo ai suoi “follower” anche l’intimità del focolare domestico. «Sono un po’ tardivo – confessa – Ho scoperto internet a 50 anni e adesso non me ne stacco mai».
Il successo di Fiorello e Jovanotti è il segnale più evidente del fatto che Twitter sta diventando pop. Sulla loro scia sono arrivati Jerry Calà che si presenta come hai tempi di “capito mi hai?”; Red Ronnie che cerca di farci dimenticare gli scivoloni politici della primavera scorsa; Claudio Cecchetto che dà il tempo come fosse in discoteca; e persino Ornella Vanoni per promuovere il suo ultimo libro (mentre Adriano Celentano ha optato per Facebook, con lo stesso intento di pubblicizzare il suo nuovo album). Per non parlare di giornalisti, calciatori e politici. E l’arrivo delle star sta facendo esplodere le iscrizioni. Tant’è che oggi se i tweet fossero davvero cinguettii, si sentirebbe un rumore assordante. Più di tre al secondo, duecento al minuto, dodicimila l’ora, solo di quelli in italiano. Per Twitter è “il momento Facebook” del 2009: ovvero quando, dopo »quell’estate, il “libro della facce” di Mark Zuckerberg è diventato popolare in Italia e tutti hanno cominciato a usarlo e un giorno si è scoperto che avevano aperto un profilo anche la nonna di 78 anni che in rete aveva ritrovato i compagni di scuola, e il nipotino che si era registrato mentendo sull’età per aggirare il divieto dei 13 anni. Insomma, tutti: il 93% di quelli che usano internet in Italia. Ora quel boom – sebbene con dimensioni ancora inferiori, si parla di uno a dieci – tocca al social network da 140 caratteri. Anche se in quello spazio di 140 caratteri ci stanno ormai un sacco di altre cose: dai “twitlonger” (tweet più lunghi) a link ad articoli, li clicchi e leggi un trattato se vuoi, dalle foto ai video.
Se Facebook è la piazza virtuale dove incontrare amici, Twitter è diventato un canale d’informazione a tutti gli effetti. Ci ragguaglia in tempo reale sulle rivoluzioni nel mondo arabo, indica quelli che sono gli argomenti d’attualità del giorno, è uno spazio globale per dibattiti, è fonte di notizie sia su quello che accade nel mondo sia sulle attività di un cantante, di uno scrittore, di un attore, di un calciatore, di un politico.
«Forse però è eccessivo affermare che non si può vivere senza internet. Io potrei viverci», obietta Mario Venuti, uno tra i pochi artisti siciliani ad avere un profilo su Twitter. E’ presente anche Carmen Consoli (anche su Facebook), ma i suoi “cinguettii” sono rari. Totalmente assente Franco Battiato. «Battiato e Carmen sono a-social network – ride Venuti – sono tendenti all’eremitaggio. Confesso di farne anch’io un uso moderato. Facebook non lo uso e c’è un amico che mi aiuta a decifrare questi meccanismi. Sono lento nell’impararli, per pigrizia soprattutto». Probabilmente è anche conseguenza del carattere siciliano, più aperto, più incline alla fisicità. «Forse è vero – ragiona l’ex Denovo – Non sono contrario ai social network, però la sera preferisco uscire e andare nei locali. Sono un social fisico, non virtuale».
Singolare la storia della Mhodì, etichetta discografica nata due anni fa a Catania. Internet è il suo campo d’azione: YouTube per far conoscere i video e le canzoni degli artisti nella scuderia, Facebook per lanciare campagne promozionali. «Ormai il mercato della musica è on line – spiega Giuseppe Strazzeri, fondatore dell’etichetta – i dischi si vendono sul web, la maggior parte dei negozi di dischi è in crisi o sta chiudendo, iTunes è il luogo deputato per aggiornarsi sulle ultime uscite e per vendere canzoni. La comunicazione è profondamente cambiata e anche noi operiamo all’interno del web».
Tuttavia, e qui sta la singolarità, l’ultima proposta della Mhodì è la canzone Online del gruppo Merce Fresca formato da sette ragazzi nisseni. Così viene annunciata: «Mal di testa, insonnia, ipertensione, affaticamento, ansia, disturbi gastrointestinali? Non preoccupatevi, probabilmente siete tecnostressati. Vittime inconsapevoli di quella vita tecnologica che aiutandovi vi sovraccarica d’informazioni digitali, non abbiate timore, però, Mhodì ha la cura adatta, cercatela su tutte le radio e le piattaforme digitali».
La cura è, appunto, una ironica e dissacrante canzoncina ska, accompagnata da un coloratissimo e divertente video, che mette alla berlina i cellulari, gli smarthphone, i netbook, i notebook, i tablet, tutti gli strumenti di comunicazione del terzo millennio, quelli che riempiono le nostre giornate con suoni, app, immagini, video, social network. «Troverò quale modo migliore per abbandonare questo mondo digitale, troverò la forza di comunicare usando ancora il cuore», cantano i Merce Fresca.
«La canzone gioca su questa dipendenza dalle tecnologie e da internet – racconta Strazzeri – E’ nata quasi per caso, mentre stavano tutti seduti in un locale con il telefonino in mano e tra tutti noi c’era il silenzio. Oggi può capitare che stai tutto il giorno al pc, a chattare su Facebook o a twittare, e poi quando due persone s’incontrano neanche si salutano».
E’ però grazie a Facebook e alla campagna di lancio partita lo scorso dicembre con un manichino su un pacchetto di sigarette che Online è diventata una canzone di successo che potrebbe adesso varcare la soglia del virtuale. Mercoledì 21 dicembre è infatti entrata in lizza nella selezione delle nuove proposte per Sanremo 2012. Anche questa su Facebook. Perché da quest’anno anche il Festival è diventato social, e sulla bacheca della pagina su Facebook in pochi giorni sono stati caricati oltre 560 video di giovani musicisti (moltissimi i siciliani) in lizza per un pass per il teatro Ariston.

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